Nella progettazione degli spazi esterni, la luce a parete non assolve soltanto una funzione pratica, ma contribuisce a definire l’identità dell’architettura e la sua relazione con il paesaggio. Le soluzioni Platek nascono da questa visione declinata attraverso linguaggi differenti: talvolta decorativi e scenografici, talvolta più essenziali e tecnici, sempre accomunati dalla ricerca di elevate prestazioni e da un attento controllo della luce e della sua percezione nello spazio.
Disegnate da firme internazionali e dal dipartimento R&D dell’azienda, Airliner, Astral Trellis, Eterea, Linebreak, Mini One, Rippling e Sister Ray compongono una proposta eterogenea per forma, materia ed emissione. Ogni apparecchio stabilisce un rapporto specifico con la superficie sulla quale viene installato, trasformando la parete in uno strumento attivo del progetto: può accogliere segni luminosi, riflessi e ombre oppure diventare il supporto discreto di una luce precisa e controllata.
Airliner e Astral Trellis, entrambe disegnate da Jan Van Lierde, interpretano la luce come un elemento grafico. Airliner proietta segmenti irregolari che interrompono la continuità dei contorni architettonici e introducono movimento anche nelle composizioni più rigorose. Astral Trellis crea invece una trama di piccole geometrie, un disegno di luce e ombra che cambia sulle superfici circostanti e genera atmosfere sempre diverse.
Sempre di Jan Van Lierde sono Linebreak e Rippling, due progetti accomunati dalla capacità di mettere in relazione forma, materia e paesaggio. Linebreak produce un volume luminoso lineare e asimmetrico, orientabile in due direzioni, e si inserisce con discrezione tra le geometrie dell’architettura e la spontaneità della vegetazione. Ripplingaffida invece il proprio carattere alla qualità materica del vetro veneto lavorato a mano: il movimento della superficie diffonde la luce in piccole onde, rendendo ogni elemento unico e dando vita a una continua interazione di riflessi e ombre.
Con Eterea, firmata da DaBù, l’archetipo della lanterna viene ricondotto a una struttura essenziale, quasi incorporea. Il volume sembra costruito dalla sola luce e trova una collocazione naturale su terrazzi, porticati e giardini. La possibilità di appoggiare l’apparecchio a terra o di fissarlo a parete ne amplia la versatilità, mantenendo riconoscibile la sua presenza leggera e geometrica.
Sister Ray, progettata da Christian Flindt, unisce una forma compatta a un’emissione luminosa capace di estendere visivamente il profilo dell’apparecchio. Disponibile in due dimensioni, consente di scegliere tra luce mono o bidirezionale, modulando l’atmosfera e il rapporto con la parete. La sorgente arretrata favorisce il comfort visivo, mentre la superficie definita da sfaccettature morbide e regolari, conferisce al volume una presenza delicata, elegante e piacevolmente tattile.
Accanto alle soluzioni dalla più evidente valenza decorativa, Mini One, sviluppata dall’R&D Platek, rappresenta un approccio più tecnico ed essenziale. La sua presenza discreta consente di integrare la luce nell’architettura lasciando che sia l’effetto luminoso, più che l’apparecchio, a caratterizzare lo spazio. È una soluzione pensata per quei contesti nei quali precisione, continuità visiva e controllo dell’illuminazione costituiscono le principali esigenze progettuali.
L’eterogeneità formale della proposta trova un denominatore comune nella capacità di affrontare le condizioni proprie dell’outdoor. La selezione dei materiali, l’impiego di leghe metalliche e acciai inossidabili, i processi di anodizzazione e verniciatura a più strati adottati nei diversi modelli e i sistemi di sigillatura dei vetri contribuiscono a proteggere gli apparecchi dagli agenti atmosferici, dai raggi UV e dalla corrosione. A questi aspetti si affianca una progettazione ottica sviluppata internamente, così da controllare con precisione distribuzione, direzione e intensità della luce, assicurando comfort visivo e coerenza con l’architettura. La stessa attenzione caratterizza ogni dettaglio costruttivo, fino all’assenza di viti a vista.
Platek definisce così una collezione di apparecchi di illuminazione a parete capace di rispondere a esigenze progettuali diverse senza separare mai espressione e prestazione. La luce può diventare trama, segno, riflesso o presenza silenziosa, accompagnando l’architettura e costruendo una nuova percezione degli spazi esterni dopo il tramonto.


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