Un design che si trasforma all’accensione, rivelando la sua anima ramificata nello spazio.
RUNA, di Penta, trae ispirazione dall’osservazione della natura, in particolare dalla struttura dei rami, dove ogni elemento si connette agli altri seguendo un ordine spontaneo e armonioso. Il cuore del progetto è un gruppo ottico ramificato, una composizione leggera e scultorea che sembra sospesa nello spazio.
“RUNA interpreta la luce come un fenomeno organico. L’accensione non è istantanea ma dinamica: dal centro dell’oggetto la luminosità si diffonde lungo i rami, evocando il flusso silenzioso della linfa che alimenta la crescita della natura” – ha detto Marco Acerbis.
La lampada gioca con il dualismo tra visibile e invisibile: quando è spenta, la sorgente luminosa scompare, lasciando emergere soltanto la purezza del disegno. È al momento dell’accensione che RUNA rivela la sua natura più sorprendente: la luce nasce dal centro e si propaga progressivamente lungo ogni ramo, come un flusso vitale, trasformando l’oggetto in una presenza dinamica.
Il nome RUNA, che rimanda alle antiche rune germaniche e nordiche, evoca un linguaggio ancestrale, una profonda connessione con le forze della terra.
Il progetto si articola attraverso una gamma evolutasi in tappe successive. Alla configurazione originale di RUNA, caratterizzata da un diffusore sferico di 45 cm di diametro, si affiancano due ulteriori interpretazioni: Naked, che esalta l’essenza pura della struttura ramificata eMaxi, che accoglie il gruppo ottico in un volume vitreo dal diametro di 61 cm.


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